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Torre Pellice La comunità valdese

L’identità, la storia, le radici

A seguito dell’adesione alla Riforma protestante nel 1532, Torre Pellice diventa il centro storico, culturale e amministrativo della comunità valdese.
Posizionata nelle Valli Valdesi, la città ha resistito per secoli alle persecuzioni, consolidando la propria identità e divenendo un punto di riferimento per i valdesi, specialmente dopo il riconoscimento dei diritti civili nel 1848.

  • Nascita del movimento

    I Valdesi sono cristiani appartenenti alla famiglia delle chiese che hanno aderito alla Riforma del XVI secolo, anche se la loro storia è molto più antica.
    Il nome deriva da Valdo, ricco mercante lionese che, intorno al 1170, si spogliò dei suoi beni e scelse di vivere predicando il Vangelo.
    Da qui nacque il movimento dei Poveri di Lione che perseguiva il pauperismo, rifiutava la violenza e i compromessi col potere e sceglie di obbedire esclusivamente alla Bibbia, mettendo in discussione l’autorità dei vescovi.

  • La clandestinità

    Scomunicato dalla Chiesa romana, il movimento entrò in clandestinità per oltre tre secoli.
    Durante il Seicento, nelle Valli Valdesi, periodi di pace si alternarono a repressioni sabaude e all’inquisizione.
    Nel 1685, la revoca dell’Editto di Nantes privò gli ugonotti del diritto di esistere e i Savoia, alleati del Re Sole, costrinsero i Valdesi a scegliere tra abiura, morte o esilio: molti finirono nelle prigioni piemontesi, mentre altri scelsero il confino.
    Tre anni dopo, grazie a congiunture internazionali favorevoli, circa 900 uomini riuscirono a tornare nelle loro terre, evento noto come il Glorioso Rimpatrio.
    Per 150 anni, i valdesi vissero rinchiusi nelle loro valli, soffocati da una serie di decreti raccolti nell’editto del 1730.
    La Rivoluzione francese e il periodo napoleonico rappresentarono una breve parentesi di libertà, conclusa nel 1814 con la restaurazione monarchica e cattolica in Piemonte.

  • La libertà di culto

    Bisognerà attendere l’editto emanato da Carlo Alberto il 17 febbraio 1848 perché i valdesi diventino cittadini liberi con pieni diritti civili.
    Dopo questa data l’impegno culturale e sociale della Chiesa Valdese diviene centrale: le numerose opere sorte nell’Ottocento – scuole, ospedali, case di riposo, centri culturali – vengono ampliate e rinnovate.
    Oggi, in tutta Italia, esistono istituti culturali e socioassistenziali fortemente radicati nei territori in cui operano.

  • I valdesi oggi

    Attualmente, i membri delle chiese valdesi e metodiste in Italia sono circa 30.000, di cui circa 15.000 residenti in Piemonte.
    L’organizzazione è di tipo sinodale: ogni comunità è diretta da un consiglio eletto dall’assemblea dei fedeli, mentre la chiesa nel suo complesso è guidata dal Sinodo.
    Ai ministeri della chiesa (pastori e diaconi) possono accedere uomini e donne, celibi o sposati.
    Il dialogo con altre confessioni ha da sempre caratterizzato i valdesi, presenti nelle organizzazioni ecumeniche a livello nazionale e internazionale.
    Si sostiene la separazione tra Stato e Chiesa, rifiutando ogni politica concordataria.
    I rapporti con lo Stato sono regolati da intese stipulate nel 1984, che non conferiscono alcun privilegio alla Chiesa.
    Le spese di culto sono coperte dalle offerte dei membri, mentre le detrazioni dell’Otto per Mille assegnate alle chiese valdesi sono destinate esclusivamente a interventi in campo sociale, assistenziale e culturale.

  • Le ricorrenze

    Ogni anno, nella notte tra il 16 e il 17 febbraio, a Torre Pellice si accende un grande falò per ricordare la fine della discriminazione della comunità valdese nel 1848 e celebrare la libertà religiosa come matrice delle libertà civili.
    Altra ricorrenza centrale è il Sinodo della Chiesa Valdese, l’assemblea generale della Chiesa Valdese che si tiene l’ultima settimana di agosto per discutere di vita ecclesiastica e tematiche di attualità.

Torre Pellice

Via Arnaud, 34, 10066 Torre Pellice TO